Ospedale unico: il Piceno deve fare squadra | di Guido Castelli

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Guido Castelli

di Guido Castelli – L’iniziativa sull’Ospedale Unico promossa a Grottammare dalla lista civica “Città Unica”  ha documentato, oltre ogni ragionevole dubbio, la solidità di tre elementi su cui sia San Benedetto che Ascoli possono ritrovarsi per condividere una strategia unitaria di contrasto alla volontà di smantellamento dei rispettivi ospedali.

L’intervento del dottor Baiocchi, presidente del comitato di difesa del Madonna del Soccorso, e le considerazioni successivamente svolte del sottoscritto infatti consentono di affermare che: 1) la proposta di mantenere tre ospedali nel territorio provinciale (Spinetoli, Ascoli e San Benedetto) è irrealistica, strumentale e priva di qualsiasi fondamento; 2) Le caratteristiche del territorio e dell’offerta di salute dell’Area Vasta n.5 ( alta mobilità attiva dall’Abruzzo, esigenza connesse alla recente crisi sismica e forte concentrazione di presenze estive) sono tali da giustificare – anche ai sensi del DM 70 – la presenza di due ospedale equiordinati di primo livello sia ad Ascoli che a San Benedetto; 3) È fondamentale evitare la sindrome dei “capponi di Renzo” che si beccavano andando al macello. In questa partita, l’avversario di SBT non è AP come del resto l’avversario di AP non è SBT. Vero è al contrario che l’avversario comune di SBT e di AP è e resta la politica di Ceriscioli e del Partito democratico volta a marginalizzare complessivamente l’offerta di salute del Sud della regione.

Credo profondamente nella possibilità di “fare squadra” tra le due maggiori città della provincia e il confronto tra il sottoscritto e Baiocchi ne è la riprova. Solo così sarà possibile superare una proposta di costruzione di un nuovo ospedale che è completamente slegata da un quadro programmatorio capace di documentarne la funzione, il ruolo e le qualità potenziali. Un ospedale concepito da Ceriscioli esclusivamente come investimento immobiliare e non come elemento di una più ampia strategia di pianificazione della rete ospedaliera marchigiana.

Se le due città più grandi sapranno condividere una strategia unitaria sarà possibile affrontare in maniera compatta l’assemblea dei sindaci dell’area vasta 5; assemblea che dovrà essere convocata a breve per l’elezione del Presidente visto che Flaiani non è più sindaco e che, con le recenti elezioni, sono stati rinnovati i vertici di molti comuni. Magari in quell’occasione sarà anche possibile varare il regolamento per l’espressione del voto ponderato in seno all’assemblea che potrebbe modificare in modo sensibile le maggioranze della conferenza dei sindaci. La battaglia contro l’ospedale unico è ancora tutta da giocare. È ancora possibile vincerla.

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