Riccardo Orsolini: arriva da Ascoli uno dei talenti più promettenti del calcio italiano

in dai primi calci al pallone nei campi di provincia e dagli anni nelle giovanili dei bianconeri si capisce che il ragazzo ha qualcosa di speciale...

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Riccardo Orsolini, calciatore originario di Ascoli
Riccardo Orsolini, calciatore originario di Ascoli

La stagione della svolta e del salto di qualità. È quella che sta vivendo Riccardo Orsolini, attaccante esterno classe ’97 che nella prima parte del campionato 2018/2019 si è affermato come una delle realtà emergenti del calcio italiano. Partito dalla sua Ascoli Piceno, Orsolini milita oggi nelle file del Bologna, squadra di cui è al momento capocannoniere.

Orsolini nasce nel 1997 e cresce a Rotella, paesino vicino ad Ascoli di neanche 1000 abitanti. Fin dai primi calci al pallone nei campi di provincia e dagli anni nelle giovanili dei bianconeri si capisce che il ragazzo ha qualcosa di speciale: un mix di tecnica, forza fisica e senso del gol difficile da trovare a quell’età.

Doti talmente evidenti che l’Ascoli lo fa esordire in prima squadra ad appena 18 anni, nel match di Lega Pro disputato al Del Duca contro la Pro Vicenza. Conquistata la promozione in Serie B, il tecnico dei marchigiani Devis Mangia decide di aggregarlo in pianta stabile ai titolari e lo fa esordire in cadetteria il 26 marzo 2016, ancora una volta in una gara contro il Vicenza.

Ma è nella stagione 2016/2017 che Orsolini scala le gerarchie e diventa pedina imprescindibile per il gioco dei bianconeri. La prima presenza da titolare arriva nell’incontro del 27 agosto contro la Pro Vercelli. Il 15 ottobre l’attaccante di Rotella festeggia la prima rete fra i professionisti. A fine anno le gare giocate saranno ben 41 e le marcature 8. Niente male per un esterno offensivo di appena vent’anni che ama partire dalla fascia destra per tentare la conclusione o il cross per i compagni.

La sua magica annata non passa inosservata e la Juventus è la più rapida a puntare su di lui. I colori bianconeri sono nel destino di Orsolini che si lega alla Vecchia Signora con un contratto fino al 2021. Il reparto offensivo della squadra sette volte campione d’Italia è però ricco di stelle e il ragazzo di Ascoli viene ceduto in prestito per farsi le ossa.

L’esordio in Serie A arriva quindi con la maglia dell’Atalanta che si assicura le sue prestazioni per due anni. Orsolini scende in campo per la prima volta con la Dea nella sfida contro il Chievo del 17 settembre ed esordisce anche in Europa League contro l’Apollōn Limassol. Il calciomercato ha però delle regole tutte sue e l’attaccante finisce dopo soli sei mesi (e otto gare giocate) in prestito al Bologna. Con i felsinei giocherà altre otto partite senza segnare e partendo spesso dalla panchina.

Con l’arrivo di Pippo Inzaghi sulla panchina emiliana però le cose cambiano. Orsolini è spesso tra i titolari e si toglie la gioia della prima rete in Serie A il 30 settembre regalando ai suoi una vittoria ampiamente pronosticata da www.unibet.it/betting e tre punti fondamentali in ottica salvezza. Non sarà l’unico suo appuntamento con il gol. L’11 novembre arriva la seconda marcatura con il Chievo a cui segue una doppietta contro il Crotone nella vittoria per 3 a 0 in Coppa Italia. Numeri che, insieme ai due assist regalati ai compagni, hanno fatto dell’esterno uno dei giocatori più positivi di questa prima parte di stagione dei rossoblu.

Ma la situazione in cui Orsolini ha fatto vedere le cose migliori è quella delle Nazionali giovanili. Quando veste la maglia azzurra l’attaccante marchigiano si trasforma. Il 6 ottobre 2016 esordisce nell’Under 20 e realizza la sua prima rete contro la Polonia, guadagnandosi la chiamata del ct Evani per il Mondiale Under 20 dell’anno successivo.

Nel torneo giocato in Corea del Sud porterà gli azzurri al terzo posto e vincerà la Scarpa d’oro della manifestazione grazie a 5 gol in 7 partite.

Mancino naturale, dotato di grande tecnica e velocità, Orsolini ha sempre preferito partire dalla fascia destra per sfruttare la sua abilità nelle conclusioni. Quello che stupisce però è la grande forza fisica, non comune per un esterno, che lo porta spesso a inserirsi in area di rigore e a reggere il contatto con i difensori avversari. Doti che gli hanno permesso di segnare sempre con continuità e a sviluppare quel senso del gol che fa di lui uno dei giocatori più completi della sua generazione.

 

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