Ascoli, via alla mostra di Arnaldo Marcolini: è già un successo

Grandissima partecipazione ieri al Forte Malatesta di Ascoli Piceno per l’inaugurazione della mostra d’arte “Miles” di Arnaldo Marcolini

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L'artista Marcolini all'inaugurazione della mostra Miles, Ascoli
L'artista Marcolini all'inaugurazione della mostra Miles, Ascoli

Grandissima partecipazione ieri al Forte Malatesta di Ascoli Piceno per l’inaugurazione della mostra d’arte “Miles” di Arnaldo Marcolini.

“E’ con immenso orgoglio e piacere che la città di Ascoli accoglie nuovamente il grande maestro”, queste le parole con cui il Sindaco Guido Castelli ha presentato con grande stima l’artista ascolano. Grande contributo è stato offerto anche grazie alla sapiente visione critica dell’arte di Marcolini esposta da Giorgio Di Genova, suo profondo conoscitore ma anche grazie alle profonde parole spese dal Prof. Stefano Papetti nel riconoscimento del grande artista ascolano. Dopo la donazione alla Galleria d’Arte Osvaldo Licini di cinque sue opere su carta dedicate a Miles, l’artista si ripropone con una coinvolgente mostra personale in cui gli ambienti del Forte Malatesta ne fanno da suggestivo sfondo, dove la Chiesa di Santa Maria del Lago ne è la protagonista.

Protagonisti indiscussi e segno di riconoscimento dell’arte di Marcolini sono i suoi “i nodi” vere e proprie opere d’arte che costituiscono anche oggetto d’arredo sublimando gli ambienti che li ospitano allestiti con estrema cura dalla Galleria Ricci, ma non solo, nelle sue opere è possibile osservare l’evoluzione dell’artista: la sua arte è infatti legata al trasformismo del protagonista. Le opere in esposizione infatti, compongono l’autobiografia simbolica dell’artista essendo incentrate sull’uomo e sulla sua interiorità rievocano le proprie vicende esistenziali in chiave artistica.

Dai nodi, simbolo dell’inquietudine esistenziale degli anni ’70 si passa all’evocazione del mondo mesoamericano dove i richiami figurativi sono un evidente legame ai miti della popolazione Maya ma non solo, vi è anche una contaminazione che affonda le radici nella letteratura latina.

Molteplici le soluzioni tecniche espressive utilizzate dall’artista: dagli impianti plastici delle forme, alla ripresa del colore ma anche l’ utilizzo di strutture a più riquadri e ciò non può che dimostrare quanto siano evidenti nelle sue opere gli influssi di Francis Bacon, Kandinskij e anche dello stesso Osvaldo Licini.

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