Terremoto, Vito Crimi all’Arengo. Castelli: anomala la revoca ad Ascoli Servizi

Presenti anche i parlamentari del Movimento 5 Stelle Francesco Silvestri, Giorgio Fede e Roberto Cataldi

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Vito Crimi ad Ascoli, foto generica
Vito Crimi ad Ascoli, foto generica

Si è tenuto ieri ad Ascoli Piceno, presso gli uffici comunali di palazzo Arengo, un importante incontro tra il sindaco Guido Castelli ed il senatore Vito Crimi, sottosegretario con delega al terremoto. Presenti anche i parlamentari del Movimento 5 Stelle Francesco Silvestri, Giorgio Fede e Roberto Cataldi.

Tema centrale la raccolta delle macerie del sisma del 2016 nella provincia di Ascoli Piceno, evidenziando alcune anomalie ravvisate sia dal Comune di Ascoli che dalla società Ascoli Servizi Comunali in merito ad una recente decisione della Regione Marche. La revoca, infatti, dell’affidamento precedentemente assegnato alla società sambenedettese PicenAmbiente, ha portato ad incaricare per lo smaltimento delle macerie di Ascoli e Fermo una società maceratese denominata Cosmari.

“Nel marzo 2017 la Regione Marche- sottolinea il primo cittadino ascolano Castelli- decise di affidare il servizio dello smaltimento delle macerie alla PicenAmbiente per le province di Ascoli e Fermo e alla Cosmari per la provincia di Macerata. Tutto questo ai sensi dell’articolo 28 comma 6 del decreto legge 189 sul terremoto. La PicenAmbiente, nell’anno di svolgimento dell’incarico, ha smaltito circa 268mila tonnellate di macerie”. Qualcosa però è cambiato dall’agosto del 2018. “Sono arrivate infatti delle contestazioni da parte della Regione alla PicenAmbiente- aggiunge Castelli- con conseguente revoca dell’affidamento. Ai sensi dell’articolo 28 del decreto legge sopracitato la Regione avrebbe dovuto affidare i lavori di smaltimento ad un’altra società pubblica più prossima al luogo di raccolta delle macerie, ovvero Ascoli Servizi Comunali. Non si sa bene per quale motivo- evidenzia ancora Castelli- la Regione ha deciso di affidare questo servizio, che ha un importo di ricavi pari a 10 milioni di euro, alla Cosmari anche per quanto concerne le province di Ascoli e Fermo”. Tale anomalia è stata proprio alla base dell’incontro con il sottosegretario Crimi. “Siccome questa decisione penalizza in maniera evidente Ascoli Servizi Comunali- dice Castelli-, mi chiedo: la Regione non ha voluto accrescere il volume del fatturato di una società che appartiene per il 60% al Comune di Ascoli? Ovviamente Ascoli Servizi Comunali ha già impugnato tale provvedimento ed in merito si esprimerà il Tar”. Il sindaco di Ascoli ha inoltre voluto sottolineare come la Cosmari, da metà novembre al 9 gennaio 2019, “ha rimosso appena 2097 tonnellate di macerie, quando invece la PicenAmbiente, prima della revoca, rimuoveva dalle mille alle 1400 tonnellate al giorno- dichiara Castelli-. Appare evidente la discriminazione ai danni della nostra società partecipata. Al sottosegretario Crimi, che ha comunque promesso di occuparsi della questione, abbiamo evidenziato questo fatto oltre alla gravissima situazione di stallo che riguarda la raccolta delle macerie”.

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