Ospedale di Ascoli, reparto si sposta a San Benedetto? Castelli: no a colpi di mano

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Il sindaco di Ascoli Guido Castelli
Il sindaco di Ascoli Guido Castelli

Il sindaco di Ascoli Guido Castelli punta il dito contro ill Pd e contro il piano di area vasta per le voci di un trasferimento dell’Otorinolaringoiatria dall’ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno al Madonna del soccorso di San Benedetto. E minaccia: “Se qualcuno vuole ridiscutere l’attuale assetto è legittimato a farlo ma ciò deve avvenire alla luce del sole e nel rispetto della legge. I colpi di mano non saranno tollerati”.

“Si fanno sempre più insistenti – scrive il primo cittadino in una nota – le “voci” di un trasferimento dell’attività operatoria di Otorinolaringoiatria dall’ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno al Madonna del soccorso di San Benedetto.  Ci sarebbero spinte politiche variopinte a sollecitare la Direzione di Area Vasta in questo senso. A chi mi pone la questione, ricordo che l’attuale dislocazione delle unità operative complesse tra Ascoli e San Benedetto non è il frutto di estemporanee volontà individuali ma è stata definita con un atto programmatorio specifico denominato piano territoriale di Area Vasta. L’atto, in ossequio alla disciplina normativa regionale di settore, è stato formalizzato con determina del direttore generale dell’Asur (DG Asur 639/12) all’esito di una complessa procedura che ha coinvolto la conferenza dei sindaci ( in data 30/07/12) e che si è conclusa con l’approvazione finale da parte della giunta regionale (DGR 1174/12)”.

“Il Direttore Milani – incalza Castelli – conosce a menadito le leggi e le procedure che ho citato ed è persona così rispettosa delle regole per poter anche solo immaginare di violarle.
Ciò tanto più in riferimento ad un piano territoriale di Area Vasta che nel 2012 operò scelte che presupponevano anche la tutela di equilibri territoriali che riscossero il plauso di tutti. Ognuno allora fece qualche sacrificio. Nel caso di Ascoli il sacrificio fu la rinuncia alle degenze di psichiatria e di neurologia. Se qualcuno vuole ridiscutere l’attuale assetto è legittimato a farlo ma ciò deve avvenire alla luce del sole e nel rispetto della legge. I colpi di mano non saranno tollerati”.

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