Ecco chi, entro il 31 gennaio 2026, dovrà presentare una comunicazione di reddito presunto per continuare ad avere la NASpI
Si avvicina la scadenza cruciale per i percettori della Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI). Entro il prossimo 31 gennaio è infatti obbligatorio comunicare all’INPS il reddito presunto per l’anno in corso.

Questo adempimento coinvolge principalmente chi ha beneficiato della NASpI nel 2025, anche nel caso in cui non si prevedano redditi per il 2026, ma anche coloro che stiano programmando di ottenere redditi entro determinate soglie. La mancata comunicazione comporta la decadenza immediata dall’indennità.
Che cos’è la NASpI e chi può richiederla
La NASpI è un’indennità mensile di disoccupazione rivolta ai lavoratori subordinati che hanno perso involontariamente l’occupazione. Sono inclusi apprendisti, soci lavoratori di cooperative con rapporto subordinato, personale artistico e dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni.
Rimangono esclusi, invece, i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni, gli operai agricoli a tempo determinato, i lavoratori stagionali extracomunitari e coloro che hanno già maturato i requisiti per la pensione o titolari di assegno ordinario di invalidità, salvo optino per la NASpI.

La prestazione decorre dall’ottavo giorno dopo la cessazione del rapporto di lavoro se la domanda viene presentata entro tale termine, oppure dal trentottesimo giorno in caso di licenziamento per giusta causa, a condizione che la domanda sia presentata entro quel limite. La durata massima è pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi quattro anni, con un limite massimo di due anni.
Importo e riduzioni della NASpI
L’importo della NASpI corrisponde al 75% della retribuzione media mensile imponibile degli ultimi quattro anni, con una riduzione progressiva del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di fruizione, che si posticipa all’ottavo mese per i beneficiari over 55. Se durante il periodo di percezione si svolge un’attività lavorativa autonoma o subordinata, con reddito annuo inferiore a 5.500 euro, l’indennità può essere mantenuta, ma ridotta proporzionalmente all’ammontare del reddito dichiarato.
Obbligo di comunicazione del reddito presunto entro il 31 gennaio
L’INPS ha avviato dalla fine del 2024 una campagna informativa, finanziata dal PNRR, per ricordare ai beneficiari della NASpI l’obbligo di comunicare il reddito presunto per l’anno in corso tramite il modello NASpI-COM. Tale comunicazione è obbligatoria anche se il reddito previsto è pari a zero, pena la perdita del diritto all’indennità. La comunicazione può essere effettuata online attraverso il portale MyINPS, tramite patronati o contact center INPS.
Inoltre, tutti gli iscritti alla Gestione Separata devono presentare annualmente questa dichiarazione, indipendentemente dallo svolgimento di attività lavorativa, anche qualora il reddito sia nullo.
Compatibilità tra NASpI e attività lavorative
L’INPS specifica che l’indennità NASpI è cumulabile con il lavoro occasionale, fino a un limite di 5.000 euro annui. La prestazione viene sospesa in caso di rioccupazione con contratto subordinato di durata non superiore a sei mesi, mentre si perde il diritto in caso di contratto superiore a sei mesi o di lavoro a tempo indeterminato se non si comunica il reddito presunto entro un mese dall’inizio del rapporto.

