Ascoli Calcio, la storia dal 1898 alla Prima Guerra Mondiale | PUNTATA N.1

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Il patriota Candido Augusto Vecchi (1814-1869), alla cui memoria fu intitolato in origine l'Ascoli Calcio., Di Aristide Calani - Il Parlamento del Regno d'Italia, 1861, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=51783963

L’Ascoli Calcio 1898 Football Club, comunemente chiamato Ascoli, è una società calcistica italiana con sede ad Ascoli Piceno. Attualmente milita in Serie C, il terzo livello del calcio nazionale.

Fondato il 1º novembre 1898, il club bianconero è tra i più antichi d’Italia ancora in attività. Il soprannome di Regina delle Marche non è casuale: nessun’altra squadra della regione può vantare un curriculum paragonabile. Sono sedici le stagioni disputate in Serie A, con il miglior risultato nel quarto posto conquistato nel campionato 1979-80, e ventisette quelle in Serie B, categoria in cui l’Ascoli stabilì un primato storico nel 1977-78 con 61 punti nell’epoca dei due punti a vittoria. L’età dell’oro coincide con la lunga presidenza di Costantino Rozzi, alla guida del club dal 1968 al 1994.

Il palmarès nazionale comprende due campionati di seconda serie e due di terza, oltre a una Supercoppa di Lega di Serie C. A questi successi si aggiungono il Torneo di Capodanno, la Red Leaf Cup — competizione quadrangolare nella quale l’Ascoli rappresentò l’Italia su invito della FIGC — e una presenza costante in Coppa Italia, disputata in cinquantuno edizioni. Sul piano internazionale spiccano la conquista della Coppa Mitropa e la partecipazione a una finale di Coppa Anglo-Italiana.

Nelle classifiche storiche del calcio italiano, la società marchigiana occupa il 31º posto nella graduatoria perpetua della Serie A, il 18º in quella della Serie B e il 35º nella classifica della tradizione sportiva stilata dalla FIGC. I colori sociali, da sempre, sono il bianco e il nero.


Le origini

La nascita del club affonda le radici nella storia risorgimentale. In origine la società portava il nome di Candido Augusto Vecchi, patriota e colonnello garibaldino, alla cui memoria venne intitolata quando dodici giovani ascolani la fondarono, il 1º novembre 1898, in via delle Canterine. L’annuncio ufficiale arrivò soltanto il 2 giugno 1901. Vecchi, nato a Fermo, era divenuto cittadino adottivo di Ascoli Piceno dopo il matrimonio con una esponente della nobile famiglia Luciani.

Nei primi anni l’attività sportiva non si limitò al calcio, ma abbracciò anche altre discipline, in particolare il ciclismo. Nel 1905, anche per ragioni di carattere politico, il sodalizio cambiò denominazione in Ascoli Vigor. Fino al 1907 il calcio rimase confinato a incontri amichevoli contro avversari di modesta notorietà. La svolta arrivò grazie a Wilson Bruschi, figlio del portiere della sede sociale, che a soli dodici anni presentò al consiglio una petizione con oltre mille firme per l’iscrizione a tornei ufficiali. Inizialmente rimproverato dal padre, il giovane fu invece lodato dai dirigenti, che in seguito regalarono alla famiglia Bruschi due abbonamenti a vita per le partite dell’Ascoli.

Dopo la pausa imposta dalla Prima guerra mondiale, l’interesse per il calcio rifiorì nel 1919. Due anni più tardi nacque l’Unione Sportiva Ascolana, presieduta dal giornalista Giuseppe Secondo Squarcia. Nel 1922 la guida passò al senatore e ingegnere Giovanni Tofani, protagonista dell’industrializzazione del Piceno. Negli anni successivi si alternarono alla presidenza il marchese Piero Sacconi Natali e il dottor Carlo Vecchiotti.

Nel 1925 venne realizzato lo stadio comunale dei Giardini, successivamente intitolato a Ferruccio Corradino Squarcia. L’impianto fu inaugurato l’anno seguente con una gara amichevole contro la Lazio.

Il primo vero campionato federale di Terza Divisione fu disputato nel 1927 e si concluse con il primo posto dell’Ascoli, preludio a una serie di promozioni che portarono la squadra fino alla Serie C, dove raggiunse anche un secondo posto. Negli anni Trenta e Quaranta il club alternò stagioni tra Serie C e Serie D, dando vita ai primi derby con le altre realtà calcistiche marchigiane, dall’Anconitana alla Fermana, dalla Maceratese alla Sambenedettese, fino alla Vis Pesaro. Una rivalità che contribuì a radicare ulteriormente il legame tra la squadra e il suo territorio.

fonte: Wikipedia