Problemi e dubbi del Decreto Dignità

Mentre il Governo continua la battaglia contro le associazioni del settore Giochi, la Regione Marche lancia lo studio GAPS nell’ambito del Piano Regionale di prevenzione e cura delle problematiche legate al gioco d’azzardo

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Sono passati più di due mesi da quando il governo pentastellato a guida Giuseppe Conte ha varato il Decreto Dignità e il DEF, documento di programmazione economica finanziaria. Tra i protagonisti principali c’è sicuramente Luigi Di Maio, autore di una vera e propria battaglia contro il settore dei giochi.

L’articolo 9 del Decreto Dignità ha imposto il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo su tutti i media tradizionali e anche su quelli digitali. Un colpo durissimo per il segmento che investe periodicamente somme importanti per promuovere il proprio brand. E che adesso si trova, di colpo, privo della vetrina fondamentale per gli operatori del circuito AAMS.  Insieme a questo il Decreto è stato un vero e proprio terremoto anche nel calcio italiano: 11 su 20 squadre di Serie A, che ricevono attualmente sponsorizzazioni di società legate al gambling, dovranno presto fare i conti, economici soprattutto, con il divieto, così come le televisioni private e le pay tv, che prendevano ossigeno vitale dagli operatori di promozione per le scommesse sportive e i casinò online.

Una misura finalizzata, nelle intenzioni del Ministro del Lavoro pentastellato, a contrastare la diffusione del gioco patologico, un problema che oggi riguarda oltre 800 mila italiani, fino ad arrivare ai 2 milioni se si prendono in considerazione anche i giocatori potenzialmente patologici. Una buona intenzione che però maschera diverse problematiche. Come hanno fatto notare diversi esperti del settore, infatti, il divieto totale di pubblicità non è la misura adatta a contrastare la ludopatia.

Tra le misure di questo tipo è senza dubbio da citare il Gaps, Gambling Adult Population Survey del Cnr promosso dalla Regione Marche nell’ambito del Piano regionale di prevenzione 2017-2018. Lo studio, condotto dal gruppo di Epidemiologia sociale dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr, fortemente voluto dalla Regione che lo finanzia insieme al Ministero della Salute con oltre 2.6 milioni di euro, è finalizzato all’informazione dei cittadini, alla cura delle persone che hanno sviluppato dipendenza nonché alla formazione degli operatori. La ricerca sarà attiva tra ottobre e dicembre 2018 su oltre 25 comuni marchigiani, per un totale di 10.000 residenti scelti nelle liste anagrafiche tra i 15 e i 74 anni, e comprenderà una serie di domande, da rispondere in maniera assolutamente anonima, riguardo le opinioni personali, le conoscenze possedute e i comportamenti adottati nei confronti del gioco.

Tornando al Decreto Dignità, uno dei rischi maggiori è che l’oscuramento del circuito AAMS legale abbia l’effetto di favorire la diffusione delle piattaforme illegali e mettere così a rischio milioni di utenti. Più riciclaggio, meno informazione, meno tutela del giocatore. A rischio infatti c’è anche il sistema di autoesclusione, promosso da leader come Starvegas Casinò e dai Monopoli di Stati. Il RUA, Registro Unico delle Autoesclusioni, consente ai singoli utenti di compilare un modulo, disponibile online, per richiedere l’autocancellazione da tutte le piattaforme di gambling. Nel 2017 sono state 56 mila le persone che hanno richiesto l’autoesclusione (+6% rispetto al 2016). E se adesso si contano oltre 2,2 milioni di giocatori attivi, e addirittura 3,7 milioni di account registrati sulle piattaforme online AAMS, il rischio è che una buona fetta di questo bacino possa essere attratto, o spostarsi, verso un circuito parallelo e illegale.

L’altro grande problema che potrebbe scaturire dal provvedimento varato dal Governo sarebbe quello di un effetto domino di tagli agli investimenti e licenziamenti all’interno delle aziende di settore. Senza dimenticare la grave diminuzione degli introiti dell’Erario. Se nel 2017 infatti le casse dello Stato avevano incassato oltre 10 miliardi di euro dal settore del gambling, sia digitale che terrestre, ora il sostegno economico è tutt’altro che scontato. L’aumento del Preu (Prelievo Erariale Unico) inserito nel DEF e il lancio della Lotteria dello scontrino avranno la funzione di compensare le perdite nelle entrate annuali che il settore dei Giochi eroga all’Erario e finanziare i provvedimenti di carattere urgente inseriti dal Ministro dell’Economia Tria nel Documento di programmazione economica finanziaria. L’aumento del Preu però ha innalzato ad oltre il 50% la pressione fiscale sugli apparecchi da intrattenimento (slot machine e vlt), che rappresentano oltre il 50% del fatturato nazionale.

Tanti punti interrogativi, tanti dubbi, tante problematiche che ancora devono essere risolte. Quello che è certo, però, è che il 2018 passerà alla storia come il vero e proprio anno zero dei giochi in Italia. In attesa dei primi dati ufficiali.

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