Zone terremotate, la Regione punta sulla filiera del legno per creare lavoro

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La conferenza stampa in Regione per la presentazione delle iniziative in favore di Acquasanta e Arquata
La conferenza stampa in Regione per la presentazione delle iniziative in favore di Acquasanta e Arquata

La Regione, i comuni di Arquata del Tronto e di Acquasanta Terme insieme per un progetto di economia circolare per il rilancio economico sociale dell’epicentro del cratere sismico. L’iniziativa è stata al centro della conferenza stampa tenuta dall’assessore all’Ambiente, Angelo Sciapichetti, questa mattina in Regione.

E’ stato così illustrato il progetto “Filiera del legno e dell’economia sostenibile montana”, che coinvolge i comuni di Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, il Consorzio del bacino imbrifero del Tronto, Comunanze agrarie locali e soggetti privati, tra cui Federlegno e Federforeste nazionali. Erano presenti il presidente del Bacino imbrifero del Tronto, Luigi Contisciari, il vice sindaco di Arquata del Tronto, Michele Franchi, il segretario generale di Symbola, Fabio Renzi.

Durante l’incontro è stato firmato un protocollo d’intesa per definire compiti e responsabilità dei diversi soggetti pubblici e privati coinvolti. “Oggi firmiamo un protocollo molto importante – ha detto Sciapichetti – che mette in moto un progetto di economia circolare per dare prospettive di lavoro affinché i cittadini rimangano in questi luoghi, epicentro del cratere sismico. La manutenzione dei boschi, opportunamente organizzata in filiera, ha effetti positivi sia sulle funzioni ecosistemiche dei boschi stessi, sia per il valore aggiunto che dalle diverse utilizzazioni del legno può derivare. La sfida più grande che ci pone di fronte il sisma non è quella della ricostruzione materiale, che stiamo facendo, bensì quella di creare lavoro e di far tornate i residenti in questi luoghi. A regime ci aspettiamo da questa iniziativa 150 – 180 posti di lavoro”.

Il Bacino imbrifero provvede all’amministrazione di un fondo comune per il progresso economico e sociale delle popolazioni residenti. In questa prospettiva è stato messo a punto un progetto per la gestione strategica dei boschi, con impiego di manodopera locale, che contribuisca al rilancio dei territori dell’Appennino Centrale colpiti dal sisma. “Dopo la rete del travertino Piceno – ha detto Contisciari – e quella dei musei, diamo vita alla rete della filiera del legno. Un progetto molto importante e da replicare in tutto l’Appennino, che nelle Marche assume valenza particolare a causa del terremoto. La rilevanza di quest’iniziativa è che parte dal basso, con il coinvolgimento dei comuni, delle comunanza agrarie e dei privati, proprietari dei boschi, ma che guarda anche a livello nazionale. Federlegno ad esempio si è già detta pronta ad acquistare legname per l’industria dell’arredo, mentre la presenza di imprese edili garantirà l’uso del legno nelle costruzioni, infine con gli scarti si potrà produrre energia”.

“In Italia la superfice boschiva è in aumento costante dal 1960 ad oggi – ha detto Renzi – questo progetto va nella direzione europea, dove la silvicoltura coniuga funzione ecologica dei boschi e sviluppo economico. Si tratta di gestire al meglio gli 8.500 ettari di fustaie, cioè il 61% del totale di tutti i comuni dell’ex comunità montana, che ricadono nei comuni di Acquasanta Terme e Arquata del Tronto. Nessun rischio disboscamento, bensì fare meglio ciò che già si fa, prevenendo il dissesto idrogeologico, con una gestione sostenibile delle risorse naturali”.

“Guardiamo a questa iniziativa con ottimismo – ha detto Franchi – per riportare le persone nei nostri territori. Oggi il 45 per cento dei residenti ha lasciato Arquata a causa del sisma e, anche senza di questo, dagli anni ’70 c’era una continua diminuzione della popolazione. Creando lavoro contiamo di far tornare molte famiglie. Per farlo al meglio bisogna mettere da parte i campanilismi e fare squadra, quindi grazie al Bacino imbrifero e alla Regione per aver creduto in quest’opportunità”.

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