Ministro Bussetti, è polemica per il presunto rifiuto di incontrare i sindaci terremotati

Il caso è stato sollevato da Forza Italia, con una nota del Senatore Andrea Cangini e del Commissario Fiori. Ma la leghista Giorgia Latini replica duramente

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Il ministro Marco Bussetti
Il ministro Marco Bussetti

E’ polemica, nel Piceno, per il presunto rifiuto del ministro Bussetti di dialogare con i sindaci dei comuni terremotati. Un caso sollevato da Forza Italia, con una nota congiunta del Senatore Andrea Cangini e del Commissario regionale Marcello Fiori. Ma la leghista Giorgia Latini replica duramente e parla di “fantomatico rifiuto inventato”.

DI SEGUITO I DUE COMUNICATI STAMPA

CANGINI E FIORI(FI): MINISTRO BUSSETTI SCAPPA DAI SINDACI E DAI PROBLEMI DEL TERREMOTO

“E’ molto grave che un Ministro – dichiarano in una nota congiunta il Senatore Andrea Cangini e il Commissario regionale di Forza Italia, Marcello Fiori – rifiuti il dialogo con i Sindaci (autentici rappresentanti delle comunità locali), negando persino la possibilità di un incontro sui gravissimi problemi della scuola nei Comuni colpiti dal sisma. Evidentemente il Ministro non vuole affrontare la questione (o non ha risposte credibili) relativamente alla garanzia degli organici dei docenti e di tutto il personale necessario a mantenere attivi e funzionanti gli istituti scolastici anche dei piccoli comuni. Servirebbe inoltre l’impegno del Ministero e dell’ufficio scolastico regionale per confermare anche per l’anno scolastico 2019-2020 il mantenimento delle classi attivate, nelle aree interessate dagli eventi sismici, anche con parametri numerici di alunni inferiori a quelli previsti dalla normativa vigente, garantendo tempo pieno, insegnanti di sostegno e adeguati servizi di trasporto.

Infine appare ancora davvero assolutamente insufficiente l’investimento per rendere sicuri i nostri edifici scolastici: le tragedie di San Giuliano di Puglia (2002) e della Casa dello studente a L’Aquila (2009) sembrano non aver insegnato nulla. Nel nostro Paese ci sono 36.240 edifici scolastici, dei quali 15.055 in zona sismica 1 e 2 (quelle di maggior rischio). Il 43% è stato costruito prima del 1976, cioè prima della normativa antisismica e soltanto il 12.3%del patrimonio scolastico è stato adeguato. Servono norme, mezzi e risorse. Non chiacchiere e sterili polemiche.
La vera priorità è costruire certezze e futuro per le nostre comunità colpite ormai quasi 3 anni fa dal terremoto e abbandonate anche da questo Governo. Senza la garanzia della presenza di una scuola anche nei piccoli Comuni, le famiglie saranno costrette a lasciare il territorio e andare a vivere altrove. E il Ministro Bussetti, insieme a tutto il Governo, sinora incapace di dare risposte efficaci alla gestione dell’emergenza e tantomeno alla ricostruzione, si renderà responsabile del dramma dello spopolamento e dell’abbandono delle nostre aree interne dell’Appenino”.

La vicepresidente della Commissione Cultura alla Camera: “Non c’è stato alcun rifiuto a incontrare i sindaci delle aree terremotate. Il Governo sta combattendo con tutte le forze per evitare la chiusura degli istituti scolastici montani e periferici e per salvaguardare l’istruzione dei ragazzi”

«E’ grave e inaccettabile che il senatore Pd Francesco Verducci, gli assessori regionali Loretta Bravi e Angelo Sciapichetti, il senatore di Forza Italia Andrea Cangini e il commissario regionale Marcello Fiori inventino un fantomatico rifiuto da parte del ministro Marco Bussetti a incontrare gli amministratori regionali e i sindaci dei territori colpiti dal terremoto per discutere degli organici delle scuole delle aree interne». L’onorevole Giorgia Latini replica così alle accuse lanciate verso il ministro dell’Istruzione, che giovedì 9 maggio sarà in visita ad Ascoli Piceno. «Il ministro non ha assolutamente rifiutato di incontrare gli assessori né tantomeno i sindaci delle aree duramente messe in ginocchio dal sisma. Il programma della sua visita ad Ascoli è ancora in via di definizione, pertanto non è stato ancora possibile fissare un appuntamento. Non capisco davvero il senso di una polemica inutile, strumentale e totalmente infondata» ha dichiarato la vicepresidente della Commissione Cultura alla Camera. «Il Governo sa benissimo che è fondamentale far vivere i territori dell’entroterra e che è necessario assicurare la permanenza di scuole e insegnanti anche in quei piccoli Comuni dove sono rimasti pochi studenti a causa dello spopolamento dovuto al sisma. Grazie alle costanti attività del Ministero e di tutti gli attori in campo, nella nostra provincia abbiamo ottenuto già due grandissimi risultati: in primis il mantenimento di una classe del Liceo Classico di Montalto delle Marche, in secondo luogo abbiamo scongiurato la chiusura della scuola primaria di Mozzano che è finalmente tornata ad avere una nuova classe di prima elementare. Come se non bastasse, con un emendamento approvato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato al decreto proroga termini, è stato dato il via libera al potenziamento del personale scolastico, docente e Ata nelle aree colpite dal sisma del 2016 e 2017 delle regioni Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria. Una norma fortemente voluta dal Governo e che consentirà di fornire alle scuole tutto l’organico necessario. Se c’è quindi qualcuno che si sta impegnando e sta combattendo per evitare la chiusura di istituti scolastici montani e periferici dopo il terremoto è proprio questo Governo, con il ministro Bussetti e con i suoi rappresentanti. Per questo mi auguro che chi si è tanto “impegnato” a sollevare questo inutile polverone si renda conto di quanto in realtà è già stato fatto e di quanto si continuerà a fare per garantire e salvaguardare l’istruzione di questi ragazzi» ha concluso l’onorevole Giorgia Latini.

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