L’essere umano e la robotica industriale: una coesistenza vantaggiosa

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Robot, foto generica da Pixabay

L’era moderna che stiamo vivendo è letteralmente caratterizzata da uno sviluppo tecnologico alquanto consistente. Questo processo di crescita sta influenzando diversi settori della nostra vita. Senza ombra di dubbio il mondo lavorativo è quello che ne sta beneficiando in maniera assoluta, in particolar modo l’industria e quindi la produzione.

Il progresso è strettamente legato all’intelligenza artificiale e quindi anche alla robotica, sempre più al centro del processo di produzione della maggior parte delle industrie mondiali. Contrariamente tutto questo suscita diverse preoccupazioni da parte della forza lavoro, intimoriti dalla possibilità di una diminuzione dell’occupazione e dei posti di lavoro. Alcuni studiosi, scienziati e ricercatori sono convinti invece che l’automazione industriale sia in grado di creare nuove opportunità lavorative per l’uomo. Questo perché l’essere umano possiede valori che la macchina non può minimamente pensare di avere. L’intelligenza emotiva, il ragionamento e la creatività sono elementi non programmabili e che garantiscono all’uomo un ruolo fondamentale e centrale all’interno delle attività produzione. La coesistenza tra essere umano e macchina quindi, è un binomio imprescindibile in grado di assicurare alle aziende un’elevato guadagno economico.

La robotica industriale: entriamo nel dettaglio

La robotica industriale in base a specifiche caratteristiche può suddividersi in due tipi di robotica con differenti tecnologie. I requisiti in questione sono le capacità operative, le funzioni di sicurezza e la tipologia di programmazione.  Sono questi i fattori che determinano la differenza tra robotica tradizionale e robotica collaborativa.

Robotica tradizionale

I robot industriali tradizionali sono macchinari di grandi dimensioni, progettati e costruiti per una produzione di massa, precisa e aperta ad alti cicli di lavoro. Sostituiscono inoltre completamente l’apporto produttivo dell’essere umano grazie alla loro elevata velocità e capacità di lavoro. Questi tipi di macchina quindi possono diventare pericolosi creando rischi per la salute dell’uomo, per questo motivo solitamente vengono isolati in specifici reparti attraverso attente misure di sicurezza.

Robotica collaborativa

Il robot programmabile chiamato “cobot” è ideale per una produzione con basso volume e per sostituire l’uomo in attività usuranti, pericolose e ripetitive come la saldatura, la verniciatura, l’assemblaggio o il trasporto di carichi pesanti. Questo tipo di robotica quindi permette l’interazione completa tra l’uomo e la macchina e quindi la piena coesistenza nell’ambiente lavorativo. I cobot risultano essere realmente economici e versatili, in grado di essere facilmente trasportati e programmati in base alle diverse esigenze industriali.

La situazione in Italia

Questo continuo processo di sviluppo industriale sta coinvolgendo in particolar modo il nostro paese. Infatti tantissime aziende in Italia investono o hanno intenzione di investire nella robotica industriale ma in particolar modo in quella collaborativa per una propria crescita economica. Basti pensare ad Ascoli, città delle Marche, uno dei poli industriali più importanti dell’intera regione e che potrebbe sfruttare a proprio vantaggio questo tipo di tecnologia. Nella speciale classifica mondiale di utilizzatori di cobot, l’Italia si trova momentaneamente al sesto posto con 11.000 unità per singolo anno. A precederla, dal basso verso l’alto, ci sono Germania, Corea del Sud, Stati Uniti d’America e la Cina che occupa la prima posizione con 140.000 unità per singolo anno. La classifica dimostra quindi quanto stia diventando importante la robotica per l’industria di produzione italiana.

Conclusioni

Il progresso tecnologico della robotica industriale cresce sempre di più in maniera esponenziale. Questo continuo sviluppo consente alle aziende di tutto il mondo di usufruire di una collaborazione tra uomo e macchina vantaggiosa. Infatti le abilità umane di pensiero dell’essere umano e la forza lavoro meccanica dei robot, garantiscono un connubio perfetto destinato ad aumentare la produttività e quindi la crescita economica di tantissime aziende di tutto il mondo. Proprio come sta succedendo in Italia, al sesto posto nella speciale classifica mondiale tra i paesi che più sfruttano la robotica collaborativa. Considerando questo come un progetto a lungo termine, l’accrescimento economico può aumentare considerevolmente la richiesta di lavoro e di conseguenza anche l’occupazione di specifici posti di lavoro.

 

 

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