Le Marche ripartono dopo il sisma

Passa per il rilancio dell’edilizia pubblica il futuro dell’occupazione e della sicurezza italiana. Ne è convinto Luigi Di Maio, vice premier e ministro del Lavoro

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Terremoto, foto generica
Terremoto, foto generica

Passa per il rilancio dell’edilizia pubblica il futuro dell’occupazione e della sicurezza italiana. Ne è convinto Luigi Di Maio, vice premier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, che nel corso dell’inaugurazione di una scuola a Fabriano ha affermato: “Abbiamo in mente un piano di edilizia pubblica sia nelle aree terremotate sia non terremotate d’Italia per rilanciare l’edilizia ma soprattutto per mettere a norma gli edifici pubblici dove i nostri figli vanno a scuola, dove gli impiegati lavorano”.

Ripartire dalle macerie

La scuola dell’infanzia al centro della giornata è la prima ricostruita in città dopo il terremoto del 2016. Ricostruzione avvenuta totalmente con fondi pubblici. “Se riusciamo a rilanciare l’edilizia pubblica e a metterla a norma – ha osservato Di Maio – si crea più lavoro ma soprattutto diamo l’esempio. Non vedo come si possano costringere i cittadini a mettere a norma le loro abitazioni private dal punto di vista antisismico se prima lo Stato non dà l’esempio con gli edifici pubblici”. La ricostruzione nella regione Marche non si è mai fermata. Pochi giorni fa la Regione ha presentato un bilancio delle attività svolte fino a oggi, proprio per fare il punto sullo stato dei lavori svolti dopo il sisma di due anni fa.

I dati della Regione Marche

A due anni dal terremoto, il presidente della Regione Marche ha presentato un rendiconto dei lavori svolti. Questi i numeri principali: circa mille cantieri al lavoro, metà delle macerie raccolte, tutte le casette consegnate entro il 15 settembre, tutte le attività produttive che avevano fatto richiesta sono state delocalizzate. “Avevamo detto che questo sarebbe stato l’anno dei cantieri. Sono oltre mille quelli che sono partiti sono il segno che la ricostruzione è possibile  – ha detto Ceriscioli – sul fronte dell’ emergenza finalmente assistiamo alla coda delle attività. Le Sae (soluzioni abitative di emergenza) sono state quasi tutte consegnate , 27 comunità su 28 si sono ricostituite  e anche 166 piccole attività commerciali  sono state ricollocate accanto alle Sae garantendo i servizi alle famiglie: segno che si sta ritornando a casa e comincia una nuova fase.  Sul fronte delle macerie le Marche possono vantare un’ottima gestione di questo percorso virtuoso: oltre la metà sono state raccolte, da dicembre non sono più sulle strade ma solo da demolizione,  il 99% è in avviato  recupero e riutilizzato. L’Aquila per fare gli stessi numeri ci ha messo cinque anni. Adesso, gestita in larga parte la partita dell’emergenza, possiamo concentrarci sulla ricostruzione”.

I cantieri

Mille sono i cantieri già operanti sia nel pubblico che nel privato. Cantieri la cui funzionalità è resa massima anche grazie alla possibilità di avvalersi delle migliori attrezzature, anche a noleggio. È infatti possibile avvalersi del noleggio piattaforme aeree a Civitanova Marche anche on line, su portali come Giffi Noleggi. Un modo innovativo e funzionale di garantire al proprio cantiere le migliori attrezzature, a prezzi competitivi.

Obiettivo: futuro

Il Presidente Ceriscioli, poi, ha aggiunto: “su un totale di 188,8 milioni di contributi assegnati alle quattro Regioni coinvolte, le Marche hanno assunto impegni finanziari per 137,6 milioni di euro. Siamo contenti quindi,  ma vogliamo migliorarci e accelerare ancora il passo concentrandoci maggiormente sulla ricostruzione.  Vogliamo velocizzare in particolare la ricostruzione privata dando tempi certi e insisteremo con il Governo e con il nuovo commissario che sostituirà Paola De Micheli, in scadenza di mandato e che ringrazio per la grande sensibilità e attenzione nei confronti del nostro territorio, per una maggiore semplificazione nel settore pubblico, troppo appesantito da procedure ordinarie che non colgono la straordinarietà di quanto accaduto.  Ovviamente non rinunciamo alla parte più strategica. Dei 400 milioni di fondi europei stanziati, oltre  100 milioni sono già bandi a cui partecipano soprattutto le imprese. Altrettanto importante – ha concluso Ceriscioli – l’atto di indirizzo per il Patto di sviluppo e ricostruzione siglato ieri con le parti sociali, le associazioni di categoria, enti e istituzioni, università. Obiettivo, condividere con tutti gli stakeholders,  un documento che dopo la gestione dell’emergenza e la ricostruzione,  delinea una visione strategica per dare linfa vitale al nostro territorio”.

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