mercoledì, ottobre 17, 2018
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Giochi e scommese, ogni cittadino di Ascoli spende 100 euro al mese

In questo quadro continua a crescere in maniera significativa il fenomeno del gioco on line rispetto ai punti di gioco fisici

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Soldi on line
Soldi on line
E’ un quadro fra luci e ombre quello che emerge dagli ultimi dati italiani sul gioco d’azzardo nella provincia di Ascoli Piceno. Stando all’ultima indagine del Sole 24 Ore, infatti, nel Piceno si spende una cifra significativa per scomesse, on line e off line, e per gli altri giochi che prevedono vincite in denaro autorizzati dallo Stato.

OGNI CITTADINO SPENDE IN MEDIA 624 EURO ALL’ANNO

Secondo i dati del report, nei primi sei mesi dello scorso anno ogni cittadino residente nei Comuni della nostra provincia ha speso una media 624 euro per il gioco d’azzardo: oltre 100 euro al mese (più di tre euro al giorno). Un valore sostanzialmente nella media delle Marche. Nella regione, infatti, gli abitanti della vicina Fermo (ben 743 euro pro capite) e quelli di Macerata (701 euro) spendono più degli ascolani. Mentre a Pesaro ci si ferma a 556 euro a testa e ad Ancona a 541 euro.

L’ON LINE SEMPRE LA FA DA PADRONE

In questo quadro, per completare la fotografia, continua a crescere in maniera significativa il gioco on line. Le slot machine, collocate in molti esercizi pubblici, detengono sempre una quota importante del mercato, ma le azioni di contrasto messe in atto da diverse amministrazioni locali (riduzione degli orari e distanza dai luoghi sensibili come scuole e chiese) stanno fermando la diffusione dei punti di gioco. Su internet, invece, è molto più difficile porre barriere e l’aumento dei giocatori e delle cifre “investite” nei casinò virtuali (quelli fisici stanno conoscendo una forte crisi in tutto il mondo…) è ormai una costante da anni. Difficile, in questo caso, mettere in atto strumenti per evitare le dipendenze patologiche, nonostante tutte le accortezze previste dalla normativa e gli inviti al gioco responsabile in bella vista su tutti i siti degli operatori del settore, come Casino.NetBet.it solo per fare un esempio.

IL PROBLEMA DELLA DISOCCUPAZIONE

Un altro dato degno di nota è comunque quello che incrocia la media delle cifre investite nelle singole province con il tasso di disoccupazione. L’analisi di questo rapporto l’ha fatta Infodata, che ha incrociato  i dati dei Monopoli con il tasso di disoccupazione su base Istat (2017. In tutto sono 13 i territori italiani che crescono su entrambi i valori: nel profondo Nord c’è solo Alessandria, mentre a scendere troviamo Massa Carrara, Pistoia, il Piceno (la disoccupazione era allora a quota 14,5 per cento) e una serie di province del Sud Italia. Numeri che fanno riflettere (tanto più se collegati con quelli del reddito pro capite, secondo cui il Piceno è tra i territori marchigiani più poveri con un reddito medio annualedi 18mila euro), anche se restano da chiarire su base scientifica quali siano le eventuali correlazioni tra questi dati e il mondo del gambling.

Di certo – senza cedere a facili moralismi – va ricordato che, se fatta secondo le leggi italiane, si tratta di una pratica assolutamente lecita. Ma anche che – per gli occupati e disoccupati che si approcciano al mondo del gioco legale – valgono le regole del buon senso: non mettere mai a rischio cifre che possano incidere sui propri bilanci, limitarsi nel gioco e chiedere aiuto quando ci si accorge che la situazione scappa di mano.

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