Ascoli Picchio, il match winner Bianchi: testa a Brescia, ma io non ci sarò

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Tommaso Bianchi, foto da pagina Facebook ufficiale Ascioli Picchio
Tommaso Bianchi, foto da pagina Facebook ufficiale Ascioli Picchio

La gtesta è già a Brescia, ma il match winner di Pescara-Ascoli, Tommaso Bianchi, non ci sarà perché è squalificato. Ecco cosa ha detto il calciatore al termine della gara secondo quanto riportato dalla pagina Facebook ufficiale dell’Ascoli Picchio:

“Evidentemente Pescara mi porta fortuna perché qui ho segnato ben tre gol in carriera, due con l’Ascoli, di cui uno nel match di andata e un altro con la maglia del Piacenza. Siamo partiti un po’ frenati, intimoriti e c’era tensione per l’importanza del match, la settimana di lavoro era stata molto intensa perché sapevamo che avremmo dovuto conqustare tre punti. Dopo il mio gol ci siamo ripresi, poi con l’espulsione di Coda abbiamo gestito bene la palla collezionando molte occasioni da gol che, se avessimo concretizzato, ci avrebbero fatto vivere un finale di partita con meno palpitazioni.

In occasione del mio gol sono saltato dietro a Crescenzi, ho trovato un buco e sono riuscito a spizzare. Il gol è stata una liberazione, la dedica è innanzitutto per me, perché questa rete mi serviva dopo un periodo difficile – sono stato fermo due mesi per infortunio e oggi era la prima partita da titolare – e poi è anche per i miei compagni perché col Brescia sarò squalificato e non potrò scendere in campo con loro quindi la salvezza è nelle loro mani. Caricherò da fuori i miei compagni, sono molto dispiaciuto per dover saltare l’ultima partita. Avevamo preparato la partita per stare bassi perché il centrocampo del Pescara ha qualità e sa far girare bene la palla. Ora dobbiamo subito pensare alla partita col Brescia perché sarà una gara alla morte con entrambe le squadre che hanno necessità di vincere. Nessuno a gennaio-febbraio si sarebbe aspettato che a questo punto della stagione avremmo avuto questa posizione di classifica e il destino nelle nostre mani, siamo stati bravi a compattarci in questi mesi.

I tifosi ci hanno seguiti in tanti, non avevamo dubbi, ci hanno dato una mano. Per una città come Ascoli, non così grande, andare in trasferta in 1.500 è sintomatico di grande passione e grande cultura calcistica”.

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